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08 maggio 2007 A Pollein l'assemblea annuale della Fiper
PROSEGUE LA CRESCITA DELLA FIPER
Il 9 maggio la Federazione presenterà alla Commissione Agricoltura del Senato le  proposte per incentivare le centrali alimentate a biomassa; 52 i comuni italiani ad autosufficienza energetica grazie alle centrali che aderiscono alla Fiper; 150mila le tonnellate di co2 evitate in atmosfera, 96mila le tonnellate di gasolio non utilizzate con un risparmio per gli utenti del 35%














Si è riunita sabato 5 maggio a Pollein in provincia di Aosta, dopo 6 anni dalla sua costituzione, la Fiper, la Federazione Italiana Energie Rinnovabili che riunisce i maggiori produttori di energia da biomassa in oltre una cinquanta di comuni dell’arco alpino ed appenninico. Confermato all'unanimità Walter Righini , della Teleriscaldamento e Coogenerazione Valtellina, Valcamonica, Valchiavenna in qualità di Presidente, Hanspeter Fuchs del Consorzio Biomassa Alto Adige, come Vice Presidente e, nuovo incarico per Emidio Filipponi, della ASA Azienda Servizi Ambiente che sostituisce Enrico Poma nella carica di Vice Presidente. Confermati Pietro Giorgio della S.E.A., Società Energetica Aostana, Giacomo Frenandemetz, Consorzio Biomasse Alto Adige, Heman Lehman, Azienda Pubblici Serivizi Brunico, Andrea Ventura , Bioenergia Fiemme Spa e Carlo Enrico Roggiero della Ecotermica Servizi nell'incarico di Consiglieri.
"Quest'anno avremo nuovi soci e tanti progetti in cantiere" ha spiegato Walter Righini, presidente della Fiper. La volontà per realizzarli non manca ma non sempre sono adeguatamente supportati da incentivi a livello nazionale. Il 9 maggio prossimo il Presidente della Comissione Agricoltura del Senato, il senatore Stefano Cusumano ci ha convocato per un'indagine conoscitiva sulle prospettive di sviluppo dell'uso delle biomasse e di biocarburanti di origine agricola e sulle implicazioni per il comparto primario.
Tra le nostre proposte quelle che riguardano il sistema dei "certificati bianchi" (i titoli di efficienza energetica emessi dal Gestore del Mercato Elettrico) che ad oggi è completamente inefficace per gli impianti di teleriscaldamento a biomassa. I titoli di efficienza ottenibili attraverso la presentazione di progetti di questo tipo risultano di tipo III, in base alla definizione data dalla delibera 103/03 dell'Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas e, come tali, non danno diritto al rimborso in tariffa per i distributori, che non hanno dunque interesse a comprarli". Un'interpretazione discriminante perchè lo stesso impianto realizzato in comune metanizzato ottiene titoli di tipo II, particolarmente appettibili per i distributori, senza generare lo stesso risparmio energetico e gli stessi benefici ambientali. "Da non dimenticare - conclude Righini - gli impianti a biomassa contribuiscono più degli altri agli obiettivi di Kyoto, effetto amplificato quando il combustibile sostituito è il gasolio.
Infine, come Federazione ci auguriamo che anche in Italia si diffondano gli impianti a biogas come già avvenuto con successo in Germania, diffusione ostacolata da una legislazione che considera la biomassa un rifiuto, con tutto ciò che ne consegue a livello di trasporto e trattamento. Al Governo e alle Commissioni competenti chiediamo la revisione di questa normativa così penalizzante e suggeriamo un'accorta politica di incentivi e defiscalizzazioni per far decollare la filiera della biomassa anche in questo settore”.
Durante l'assemblea è stata ricordata la proposta della Fiper al Governo e al Parlamento per incentivare la realizzazione di nuove centrali a biomassa in Italia. Secondo la Federazione si potrebbero realizzare dai 300 ai 500 nuovi impianti nelle zone alpine  e prealpine non ancora raggiunte dalla metanizzazione, con il coinvolgimento di circa 1.500.000 di persone e un risparmio di un milione di tonnellate di gasolio equivalente a mancate emissioni di 3 milioni di anidride carbonica. Il mercato della produzione di energia del legno ha creato, e continua a creare, più posti di lavoro di ogni altra fonte classica di energia. Secondo i dati EurObserv’ER a pari produzione di energia, nella filiera forestale sono necessari circa quattro volte il numero di addetti che sevirebbero utilizzando il petrolio. La quantità di biomassa necessaria per la realizzazione dei suddetti impianti, almeno 4mila tonnellate all'anno, verrebbe raccolta in parte come prodotto di scarto ma il maggior contributo potrebbe arrivare dal rilancio della coltura e manutenzione dei boschi e dalle piantumazioni a rapido accrescimento (Short Rotation Forestry) che andrebbero a sostituire quelle incentivate dai meccanismi comunitari in scadenza".
All'Assemblea è seguito un convegno/dibattito aperto dall’Assessore alle Attività Produttive ed Energia, Leonardo La Torre e, da Tamara Cappellari, Capo Servizio Dipartimento Energia Assessorato Attività Produttive ed Energia che hanno illustrato le iniziative della Regione Autonoma Valle d'Aosta a favore delle energie rinnovabili.
Il convegno ha visto la partecipazione di Dario Di Santo, collaboratore della Federazione Italiana per l'Uso Razionale dell'Energia (F.I.R.E.) che ha parlato di efficienza energetica presentando la situazione e le prospettive dei certificati bianchi per il teleriscaldamento a biomassa. Giovanni Riva, Direttore ed Amministratore Delegato del Comitato Termotecnica Italiano si è soffermato su le problematiche, i metodi e la sperimentazione necessaria per sfruttare al meglio le proprietà energetiche delle biomasse.
Giuseppe Tomassetti, Vicepresidente F.I.R.E. ha dedicato il suo intervento al mercato dei certificati verdi, presentando una panoramica su come è possibile ottenerli, quali le previsioni e le applicazioni nel settore delle biomasse e, in ultimo, Angelo Scaravonati, Presidente del Consorzio Nazionale Energie Rinnovabili Agricole ha offerto ai partecipanti una panoramica sulla produzione di cippato e di legno in pianura Padana.
Lucia Navone

Relazione del presidente
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